Intervista a Mariano Chicho Frumboli

19 12 2007

Chicho

traduzione tratta dall’intervista pubblicata su Voglia di Tango

Molti dei suoi colleghi lo considerano il ballerino più originale di questi tempi. Nelle esibizioni pare ampliare il repertorio di movimenti, esprimendo fino alla massima potenza i principi di Gustavo Naveira. Al principio ricevette critiche negative ma proseguì fermamente col suo stile. Stabilitosi in Francia, Mariano “Chicho” Frúmboli è riconosciuto quasi unanimemente per la sua creatività. In una delle sue visite a Buenos Aires abbiamo intrapreso il seguente dialogo.

Come sei approdato al tango?
Nel ‘94, mentre studiavo teatro, una compagna che ballava tango mi chiese di prendere lezioni con lei. Le risposi di no, perchè a me il tango non piaceva. Suonavo la batteria, ero più un rocker. Alla fine, visto che si arrabbiò, le dissi di si, ci andai e da quel giorno non ho più potuto smettere.

Perchè non hai mai partecipato a nessuno spettacolo delle grandi compagnie?
Ciò che si fa nei grandi show posso osservarlo e divertirmi ma non è qualcosa che desideri fare. Mi sento più ballerino da pista. La mia carriera è costruita su qualcosa di più intimo, più da milonga.

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